
Velazquez e il ritratto barocco
| Editore | Einaudi |
| Collana | Saggi |
| Anno | 2018 |
| ISBN | 9788806236496 |
Trama libro
"Dio mi sia testimonio, sono estremamente stanco", dice Enrico IV nel dramma shakespeariano. La stessa commistione di realistico e sublime non era ancora possibile, tuttavia, in pittura. Saranno i ritratti di Diego Velázquez i primi a mostrare mezzo secolo più tardi il volto dei reali spagnoli scolorirsi per la stanchezza. Caravaggio, all’inizio Seicento, aveva abbattuto in maniera rivoluzionaria la separazione e la gerarchia dei generi, facendo da apripista: con Velázquez e Rembrandt, la verità della pittura attingerà le sue vette più alte. Velázquez concilia un'obiettività da natura morta, con l'inesorabile capacità di inchiodare alla tela l'anima delle persone. Francis Bacon ha scritto che «da tutti i suoi dipinti traspare quell'emozione che Velázquez deve aver provato, persino in quelle bellissime opere dove le figure hanno una meravigliosa struttura e al tempo stesso la colorazione di un Monet. Si avverte sempre il passaggio dell'ombra della vita». In modi misteriosi quest'ombra si proietta sull'arte europea, e nel cuore stesso del più sfarzoso, esteriore e mendace ritratto barocco, la verità di Velázquez s’insinua come una lama: questo libro ne racconta la storia.