Italianità adriatica. Le origini, il 1945, la catastrofe - Raoul Pupo

Italianità adriatica. Le origini, il 1945, la catastrofe

di 

Editore Laterza
Collana Cultura storica
Anno
ISBN 9788858157152
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Trama libro

Nel 1945, l'Italia esce sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, privata della possibilità di decidere il proprio destino. Le potenze vincitrici ridisegnano i confini, assegnando alla Jugoslavia l’intera Venezia Giulia, a eccezione di Trieste e Gorizia. È una svolta drammatica che lascia ferite profonde, ancora oggi vive nella memoria storica della regione. Per secoli, città come Zara e Fiume furono centri di un’identità italiana consolidata sotto il dominio asburgico e rafforzata dall'irredentismo. Dopo la vittoria nella Prima guerra mondiale, l’italianità sembrava trionfare, ma il fascismo impose politiche oppressive che acuirono le tensioni con le comunità slave. Con l’armistizio del 1943, lo scenario cambiò radicalmente: la popolazione passò sotto l’occupazione tedesca, per poi trovarsi alla mercé dei partigiani jugoslavi. Nel caos del dopoguerra, la maggior parte dell’Istria e della Venezia Giulia restò sotto controllo jugoslavo. Per migliaia di italiani significò violenze, persecuzioni ed esilio forzato. Trieste rimase un simbolo dell’identità italiana in bilico fino alla sua reintegrazione nel 1954. Fu la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova realtà di confine. Ma cosa portò al declino dell’italianità adriatica? Quali eventi ne minarono la stabilità? Il libro “Italianità adriatica. Le origini, il 1945, la catastrofe" ripercorre questa storia complessa, dalla nascita dell’italianità adriatica alla sua trasformazione in un’identità di frontiera, proiettata verso il dialogo tra popoli e una cittadinanza europea condivisa.